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Toresi illustri: Nicola Tucci, medico e cittadino esemplare
Riceviamo e pubblichiamo una interessante rievocazione biografica del medico Nicola Tucci, nato a Toro nel 1864 e vissuto a cavallo tra Otto e Novecento, a Penne, in Provincia di Pescara, dove si era trasferito fin dall'età di undici anni. S'intitola "L’illustre medico di Toro Nicola Tucci. La storia di un medico, un uomo, un cittadino esemplare" ed è firmata da Giancarlo Cofelice, che ringraziamo.


Il dott. Nicola Tucci al tempo della laurea


L’illustre medico di Toro Nicola Tucci
La storia di un medico, un uomo, un cittadino esemplare

Qualche anno fa, ebbi la fortuna di ritrovarmi tra le mani la copia di un libro edizione 1940: Nicola Tucci – L’antica capitale vestina al cittadino di elezione nel Suo Cinquantenario Professionale (1890 – 1940).

La cosa mi incuriosì non poco, pensando a quel cognome così diffuso dalle nostre parti. Il mio interesse aumentò quando, sfogliando quel testo, mi imbattei in uno scritto firmato dall’allora Prefetto del Regno dott. Nicola Enrico Trotta. Gli occhi mi si accesero di un desiderio incontrollabile quando capii di trovarmi di fronte ad un qualcosa che aveva a che fare con il mio paese. Un Comitato cittadino dell’antica capitale vestina, Penne, nell’anniversario del 50° anniversario dell’esercizio della professione medica, aveva festeggiato il dott. Tucci, dedicandogli il libro – Il medico, l’uomo e il cittadino -. Dalle parole del Trotta “siamo nati entrambi nel medesimo villaggio” capii che questo medico, tanto stimato nel pescarese e non solo, era nato a Toro.

Non avevo mai sentito parlare, a dire il vero, del dott. Nicola Tucci; il nome di questo signore mi era del tutto nuovo e sono sicuro che nella nostra piccola comunità, pochi avranno sentito parlare della figura di questo celebre conterraneo.

Nicola Tucci, medico chirurgo, nato a Toro nel lontano 1864, emigrato a Penne, in provincia di Pescara, insieme con un fratello, nell’anno 1875, alla tenera età di 11 anni, per andare a vivere presso uno zio paterno, è una persona che ha portato alto il nome del paese di origine fuori dai confini della nostra piccola regione. Leggendo questo libro ci si riempie di orgoglio nel venire a conoscenza delle grandi doti professionali e umane di questo nostro conterraneo; doti che porteranno tanti professionisti a complimentarsi del suo operato, all’indomani del cinquantenario della sua vita professionale. Gli auguri, i ringraziamenti, gli attestati di stima giungeranno dall’Italia e dall’estero, da parte di varie personalità del mondo ecclesiastico, della medicina, della cultura, dell’arte, della politica, delle forze armate.

Dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia nell’antichissima Alma Mater Studiorum, eserciterà la professione di medico per oltre 50 anni a cavallo dei secoli 800 e 900 ”con riconosciuta competenza, con alto sentimento del dovere, con attività diuturna e disinteressata, godendo prestigio di larga estimazione e simpatia, presso ogni ceto di persone” per dirla con le parole dell’allora prefetto del Regno Dott. Nicola Enrico Trotta, suo compaesano e amico. Ma non dimenticherà mai le sue origini. A Toro lascerà gli affetti più cari, vi si recherà spesso per venire a trovare la madre, almeno fin quando quest’ultima non lo raggiungerà per stabilirsi nel paese di elezione del figlio; solo allora i suoi viaggi si faranno più rari.“Quando veniva a Toro”, scriverà l’Avvocato Domenico Trotta nell’ottobre del 1940 “si è sempre ricordato di tutto e di tutti; rivedeva ed era riveduto con piacere, aveva per tutti una memore parola cortese, le sue visite erano compendio di graditi ricordi, la conversazione si svolgeva affettuosa e vivace”.

Il medico Tucci ricoprirà anche cariche politiche ed amministrative importanti. Sarà eletto Podestà di Penne, negli anni trenta del 1900, e riceverà importanti riconoscimenti. Tra i più significativi ricordiamo solo (essendo davvero molto lungo l’elenco di incarichi ricoperti a partire dal 1897) la nomina a Rettore del I. Rettorato della Provincia di Pescara per il quadriennio 1929 – 1932; la nomina a Componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ordine dei Medici della Provincia di Pescara il 4 agosto del 1929; Componente effettivo della Giunta Provinciale Amministrativa della Provincia di Teramo dal 1921 al 1927; la nomina a Fiduciario Provinciale della Federazione Nazionale Fascista per la lotta contro la tubercolosi, per citarne solo alcuni.

Oltre a ricoprire tanti incarichi avrà l’onore di ricevere molte onorificenze: nel 1912 riceverà l’onorificenza di Cavaliere della Corona d’Italia su proposta del Ministero dell’agricoltura, industria ed artigianato; nel 1921, su proposta del Ministero dell’Interno sarà nominato Ufficiale della Corona d’Italia; qualche anno più tardi, nel 1925, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri sarà nominato Commendatore della Corona d’Italia.

Il Tucci, medico e scienziato, stimato e amato da tutti; farà della cura del malato la sua ragione di vita “in questi cinquant’anni egli ha profuso le sue migliori energie, la sua incessante opera per strappare all’onta della malattia gli infermi, che chiedevano a lui, più padre che scienziato, di renderli di nuovo incontaminati, ed egli amorosamente li ha curati e guariti. Col malato e pel malato, questo fu sempre il suo motto” scriverà nell’agosto del 1940 il Professor Giacinto Quarta. Ecco perché si rimane piacevolmente incantati di fronte a questa figura di così nobile bontà, al punto di portare in tanti a scrivere di lui come di un uomo dalle grandi doti scientifiche ma anche umane. “Medicus Domini minister! Per lui l’opera del medico è missione di bontà, strumento di provvidenza. Gira di giorno, di notte, con qualunque tempo, batte la campagna impervia a cavallo, a piedi, e, dopo lunghe marce faticose, spesso riparte stanco, affaticato con l’umile guiderdone di una gallina o di venti uova, cui non vanno mai disgiunte la commossa benedizione del malato e la grata espressione del medico” scriverà l’avvocato Ermanno Civico nel commemorare la figura del Tucci.

Davvero in molti si complimenteranno per i successi raggiunti e gli studi fatti, che lo porteranno sovente a partecipare ai tanti convegni scientifici organizzati in ogni parte del mondo, in Svizzera, Germania, Francia, Norvegia, Russia. Come giustamente scriverà il Prefetto Trotta, “I numerosi viaggi compiuti in Italia e all’estero,in occasione di congressi scientifici o di gite collettive, se costituiscono conferma della sua inesausta volontà di apprendere, attestano anche la versatilità e vivacità del suo ingegno”.

Anche Toro, con i suoi cittadini più illustri, parteciperà ai festeggiamenti riservati al celebre medico. I complimenti e gli attestati di stima arriveranno da tanti professionisti: dal Prefetto Nicola Enrico all’avvocato Domenico Trotta, al maestro Ciaccia, al dott. Nicola Petrucci e tanti altri. Il medico De Sanctis si complimenterà con queste parole ”Nicola Tucci, è un esempio, nella vita privata e pubblica, di luminosa virtù. E’ uno dei galantuomini, la cui schiera si va sempre più assottigliando. M’inchino, oggi come sempre, reverente dinanzi alla sua figura”. Il segretario del Fascio, Lino Laurelli, il 29 novembre del 1940 onorerà con queste parole la figura dell’illustre conterraneo: ”La salda fama di professionista e fascista che gode nel Pescarese ed altrove e che riempie di giusta soddisfazione cotesto Comune che lo ebbe per diversi anni a primo magistrato, fa onore al nostro paese che lo annovera, con sincero orgoglio, tra i suoi figli migliori che nella scienza, nella politica e nelle armi portano alto il nome di questo modesto paese del forte Molise”.

Molto bella, a mio avviso, anche la descrizione, quasi fiabesca, del nostro sconosciuto paesino da parte di Nicola Enrico Trotta, Prefetto del Regno: “Siamo nati entrambi nel medesimo villaggio, posto a cavaliere di un aprico colle della scabra terra del Molise, tutta dominata dalle aspre e ferrigne giogaie del Matese, bella per i vasti ed alti panorami dal cielo di intenso cobalto, popolata di rurali parchi e laboriosi, ammirevoli in ogni tempo nell’esempio della disciplina e del valore”.

Queste notizie sono giunte fino a noi grazie a quel Comitato cittadino che volle festeggiarlo con la pubblicazione del libro sopra citato e con una raccolta di denaro da devolvere al Mendicicomio di Penne, Istituto che la famiglia Tucci aveva sempre sovvenzionato in passato “i cui ricoverati mai si stancheranno di benedire quel nome e quella famiglia, che tanto benessere ha arrecato a tutti i poveri e a tutti coloro che avevano bisogno di un ristoro materiale e spirituale” (dott. Raffaele Verrotti, segretario del Comitato).

Con il denaro raccolto, circa 25 mila lire (si consideri che era il 1940 e la somma era davvero alta), il Comitato cittadino intitolerà la fondazione Mendicicomio Tucci. Un riconoscimento importante della sua opera umanitaria nei confronti di chi era stato meno fortunato di lui. Anche molti Toresi parteciperanno con il loro contributo alla creazione della Fondazione Tucci. Tra questi ricordiamo solo alcuni: il Comm. Avv. Domenico Trotta che verserà la somma di lire 60; il dott. Nicola Petrucci che verserà la somma di lire 50; il Cav. Prof. Giovanni Ciaccia che verserà la somma di lire 100 e tanti altri.

Degno di nota, è il contributo che lo stesso Tucci devolverà, all’indomani della nascita della Fondazione, all’Asilo Infantile di Toro “desiderando che anche costà resti il ricordo di questo non comune avvenimento”. Queste le parole scritte nel giorno di San Nicola dell’anno 1940: “Pur lontano da 65 anni dal mio paese nativo, ho conservato e conservo sempre per esso, affetto e devozione filiali. Un benemerito Comitato cittadino di questa mia diletta città di adozione, ha voluto celebrare le nozze d’oro della mia laurea con un atto altamente filantropico, raccogliendo somme, che ha destinato a beneficio del locale Mendicicomio. Desiderando che anche costà resti il ricordo di questo non comune avvenimento, invio una modesta offerta (lire 1000) per l’Asilo Infantile, istituto che ha l’elevata e difficile missione dei primissimi avviamenti all’istruzione e all’educazione veramente cristiana per le crescenti generazioni”.

Concludendo questo mio cammino, pieno di fascino, nella ricostruzione della vita e delle gesta dell’uomo, del professionista e del cittadino Nicola Tucci, nato nella nostra Toro, l’occasione mi è gradita per proporre all’attuale o alle Amministrazioni che verranno, di intitolare vie, strade o piazze non ancora intitolate del nostro piccolo paese a personaggi come il Tucci, e a tutti coloro che hanno portato alto il nome di Toro anche fuori dai confini regionali; perché anche le nuove generazioni possano godere della conoscenza di questi nostri concittadini ingiustamente dimenticati.

Giancarlo Cofelice
Postato il Venerdì, 16 dicembre 2011 @ 00:05:00 di giovanni_mascia
 
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