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C’era una volta un festival a Toro
Riceviamo e pubblichiamo una amara tiflessione di Dante Gentile Lorusso sulla ingloriosa fine del Toquinho Toro Festival, a quattro anni di distanza dallo storico concerto del musicista brasiliano nel suo paese di origine.


Una immagine dello storico concerto di Toquinho del 30 luglio 2008 a Toro

In questi giorni con una certa insistenza tornano alla mente i tanti ricordi che mi legano a quella straordinaria esperienza del Toquinho Toro Festival, evento che prese le mosse negli ultimi giorni di luglio del 2008.

Oggi ripensando a quella meravigliosa avventura, mi convinco sempre di più che si trattò di pura alchimia, di una speciale formula magica che coinvolse in maniera forte e affascinante un gruppo di persone. Tutto in quella partenza sembrava dovesse funzionare per sempre, convinti come si era che una lunga vita avrebbe accompagnato la manifestazione torese, che da subito s’impose alla critica e all’opinione pubblica molisana.

Certo l’arrivo in paese di Toquinho, il 30 luglio di quell’anno, fu una vera e propria apoteosi, infatti, il pubblico numerosissimo giunto da più parti della nostra regione, ma anche dalle provincie limitrofe, rimase incantato e rapito dalle note del musicista brasiliano. Una serata indimenticabile che sicuramente rimarrà nella storia, un momento davvero emozionante della mia vita che ricorderò per sempre. Alla fine del concerto, quasi con un gesto spontaneo, noi dell’organizzazione ci siamo abbracciati senza dirci nulla, perché eravamo consapevoli di aver realizzato un sogno.

Ma come spesso accade i sogni finiscono e così dopo solo tre edizioni il festival è stato praticamente distrutto e rottamato.

Spesso mi chiedo per quale motivo, ma a tutt’oggi ancora non riesco a dare una risposta a questa domanda che continua insistentemente a tormentarmi, provocandomi amarezza e una certa dose di dolore.

Chiaramente non crederò mai alle motivazioni che l’Amministrazione Comunale ha voluto far passare, decisamente non è credibile la storiella legata alla sospensione del festival dovuta alla mancata estradizione in Italia di Cesare Battista: una assurda via di fuga ormai diventata una vera e propria barzelletta. Spesso in questi anni molti mi hanno chiesto se effettivamente rispondeva a verità la storia della chiusura del festival legata al terrorista e, anche se con estremo imbarazzo, ho cercato di fornire a tutti la stessa risposta e poi sistematicamente l’interlocutore di turno finiva col farsi una grassa e sonora risata.

Certo non avrei mai potuto immaginare un simile epilogo.

Mi rincuora un po’ il fatto che invece resiste ed è giunta quest’anno alla ottava edizione Jazz in Campo della vicina Campodipietra, dove a chiudere le quattro serate 2012 è stato chiamato il carioca Hamilton de Holanda, considerato dalla critica il miglior mandolinista al mondo, lui che ha rivoluzionato lo strumento emblematico dello choro, il mandolino, al quale ha aggiunto una quinta doppia corda e sul quale ha sviluppato una polifonia completa e un'espressività sonora e percussiva unica, soprattutto in solo. La sua carica inventiva è inesauribile e il suo suono potente e preciso si allontana dallo stile tradizionale utilizzando un approccio più jazzistico e innovativo. A Toro ormai i musicisti brasiliani sono praticamente banditi, ma per fortuna possiamo ascoltarli nel piccolo borgo a noi limitrofo.

La manifestazione di Campodipietra resiste e gode di ottima salute, ed è ormai un appuntamento atteso dal sempre più numeroso pubblico. Jazz in Campo è nato dal progetto di due persone sensibili, appassionate e competenti, che hanno trovato l’appoggio convinto e determinato del primo cittadino di quella comunità. Una manifestazione che comunque poteva nascere e strutturarsi anche in altri centri del Molise, mentre il Toquinho Toro Festival è nato a Toro perché le origini e le radici del grande musicista affondano proprio nell’antica terra del nostro paese, da dove emigrò nel 1896 all’età di soli 11 anni, Giovannantonio Pecci, nonno di Antonio Pecci Filho detto Toquinho.

Nonostante questa importantissima motivazione, che suscitò interesse anche nella più accreditata stampa nazionale, il festival è deragliato e i riflettori si sono inesorabilmente spenti su Toro. Tutto è avvenuto sotto l’indifferenza e il silenzio di molti che hanno preferito ed esultato al ritorno delle sagre paesane, facendo precipitare di nuovo il paese nel silenzio e nel triste anonimato, bruciando così le potenzialità per la crescita culturale e per un possibile sviluppo economico, risorse accantonate a causa della miopia di una classe politica che non ha saputo scommettere sulla cultura e sul futuro del territorio che è chiamato ad amministrare.

Dante Gentile Lorusso



Nota: Foto di Sandro Nazzario
Postato il Venerdì, 27 luglio 2012 @ 00:00:00 di giovanni_mascia
 
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Re: C’era una volta un festival a Toro (Voto: 1)
di Robinhood il Venerdì, 27 luglio 2012 @ 09:48:59
(Info Utente )
Questa targa-ricordo è diventata una triste lapide che urla straziante le colpe di una "discutibile" amministrazione. Dante (artista pieno di acume e di amore per le cose belle), Giovanni Mascia (attento studioso di storia e tradizioni e abile cantastorie), Luca Castiello, Antonio Salvatore, (questi ultimi entrambi laureatisi per la seconda volta pochi giorni fa da quanto ne so: sono i fatti che dimostrano la stoffa nella vita non le chiacchiere o i voti dati a casaccio!) insieme a giovani dello spessore di Roberto Quercio (rarità nella realtà giovanile torese) hanno combattuto per una svolta, hanno fatto tanto e avrebbero potuto fare tanto per questa comunità, perchè possiedono la cultura (quella vera non quella eno-gastronomica) e la sensibilità necessarie. Peccato che la maggior parte dei toresi non distingue una barretta di cioccolato da una di legno: questo è il male che causa la nostra rovina come comunità.



Re: C’era una volta un festival a Toro (Voto: 1)
di APA il Venerdì, 27 luglio 2012 @ 12:40:32
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Il titolo dell'argomento in questione potrebbe essere cambiato con: "C'era una volta Toro". Purtroppo non c'è più oppure è difficile trovarlo Toro ma soprattutto arduo è trovare i toresi.


]


Raltà Giovanile Torese? (Voto: 1)
di Torese il Sabato, 28 luglio 2012 @ 00:38:19
(Info Utente )
Pienamente d’accordo con quanto affermato da Robinhood ma permettetemi di dissentire su una sola cosa. Ciò che non condivido è che non bisogna essere plurilaureato o laurearsi con il massimo dei voti per essere considerato una “rarità” perché, nulla da togliere a Roberto Quercio che è indubbiamente un ragazzo in gamba, ci sono anche altri Giovani Toresi che fanno parte della “realtà giovanile torese” che cercano di affermarsi. O vogliamo dare l'idea che i restanti giovani di Toro siano tutti dei perdigiorno? Perciò a mio avviso generalizzare e fare di tutta l’erba un fascio è poco rispettoso.



Re: C’era una volta un festival a Toro (Voto: 1)
di Giovanni Rossodivita (giovianniross159@gmail.com>) il Sabato, 28 luglio 2012 @ 08:19:38
(Info Utente )
Caro Dante,
non ti crucciar per il Festival sospeso! Vuolsi così colà (sul Comune di Toro) dove si puote ciò che si vuole! Purtroppo, la sfortuna ha voluto che l'anno scorso, dopo la mancata estradizione in Italia del Battisti da parte delle Autorità brasiliane, arrivasse in quel paese soltanto il comunicato di protesta del Presidente della Repubblica e del Governo italiano (molto snobbati, del resto!), e non quello, molto più autorevole, del Sindaco di Toro!
Mi è stato rivelato, infatti, che tale comunicato di protesta è stato inviato dal Comune, non per mezzo dei famigerati telefonini pagati dai paesani, e, nemmeno per mezzo di un più economico piccione viaggiatore, bensì per mezzo di una...quaglia viaggiatrice, notoriamente meno veloce del piccione!
Perciò, tranquilli! Perché, appena il comunicato di protesta arriverà in Brasile ed i suoi governanti leggeranno, in calce ad esso, la firma autorevole del Sindaco di Toro, i medesimi (governanti) disporranno immediatamemte la estradizione in Italia del Battisti! E così,conseguentemente, anche il Festival brasilero potrà tornare a riveder le stelle...di Toro!
Giovanni ROSSODIVITA.



Re: C’era una volta un festival a Toro (per APA) (Voto: 1)
di Giovanni Mascia il Giovedì, 02 agosto 2012 @ 16:18:13
(Info Utente )
Caro APA,
come vedi i fatti, che la cronaca ha portato in primo piano, ti stanno dando ragione. Non a caso, si è scelto di intitolare proprio C'era una volta Toro...(come proponevi tu), l'ultimo sconcertando episodio successo nel nostro paese. Credo invece che di toresi buoni ce ne siano ancora. Accidenti se ce ne sono: solo bisognerebbe che in un modo o un altro facciano rete per cercare di rilanciare il nostro paese o quanto meno opporsi a quello che appare un inarrestabile declino.
Un caro saluto
Giovanni



Re: Realtà giovanile a Toro (per Torese) (Voto: 1)
di Giovanni Mascia il Giovedì, 02 agosto 2012 @ 19:51:19
(Info Utente )
Caro Torese,
hai ragione quando dici che non bisogna essere plurilaureati per darsi da fare ed essere apprezzati e che ci sono giovani validi a Toro che meritano rispetto.
Giovani validi e, in generale, persone valide ce ne sono eccome. Ma mi permetto di ripetere qui, ciò che scrivevo nel precedente intervento in risposta ad APA: bisogna che tutti insieme si faccia uno sforzo collettivo per mettere in rete le nostre capacità a beneficio di noi stessi e di tutta la nostra comunità.
Un caro saluto
Giovanni



Re: C’era una volta un festival a Toro (Voto: 1)
di Robinhood il Venerdì, 03 agosto 2012 @ 06:39:50
(Info Utente )
Cari signori, credo che chiunque nel leggere il mio commento avrebbe capito che non si voleva fare alcuna discriminazione tra plurilaureati,laureati e non .Si voleva far capire a chi si autocelebra che sono i fatti a parlare e di fatti a toro non se ne vedono. Non si puO far passare il messaggio che avere due lauree e non averne e' la stessa cosa, non e' cosa buona per nessuno, a parte che si può essere bellissime persone anche se analfabeti. Se a Torese dispiace che nessuno lo vanti sa'ppia che l'università e' aperta a tutti e se si e' bravi non si paga neppure



Re: C’era una volta un festival a Toro (Voto: 1)
di Torese il Venerdì, 03 agosto 2012 @ 13:03:48
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Carissimo Robinhood, in primo luogo quando si scrive qualcosa bisogna essere sicuri se quello che si è scritto corrisponde a ciò che si voleva dire; in secondo luogo a me non dispiace affatto che nessuno mi vanti perchè non è nel mio stile e non ne ho assolutamente bisogno poichè non si vive di complimenti e poi per coloro che si vantano senza aver dimostrato nulla, beh... non riesco a capire quale è il tuo problema! Per tua informazione sono già a conoscenza che all'università "non si paga"(anche se non è proprio così) se si è bravi, lo sto testando sulla mia pelle. Per quanto affermato da Giovanni Mascia ben venga una collaborazione tra tutti coloro che vogliono dare un contributo allo sviluppo della cultura torese.


]


Re: C’era una volta un festival a Toro (Voto: 1)
di Robinhood il Venerdì, 03 agosto 2012 @ 14:08:05
(Info Utente )
Ah torese,se non ti importasse avere dei complimenti non avresti fatto quel commento! Inoltre se vai all'università e non sai neppure che con una certa media non si paga beh...comunque invece di perdere tempo con me dimostra cosa sai fare esponendtii come fanno le persone che io ho giustamente "ringraziato".anche questo e' gratis!


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