Salviamo il museo etnografico di Vincenzo Colledanchise
Data: Monday, 27 August 2012 @ 01:00:00
Argomento: Toro che non va


Tra le cose belle e interessanti che dovrebbero caratterizzare il nostro paese, ed essere esibite dalla collettivitā e dalle istituzioni, quasi come un fiore all'occhiello, c'č il Museo della Civiltā Contadina. C'č ancora, nonostante non sia stato fatto nessun fruttuoso passo ufficiale della pubblica amministrazione per tutelarlo e valorizzarlo.


Un visitatore di eccezione del Museo di Vincenzo Colledanchise:
Mons. Armando Dini, allora Arcivescovo di Campobasso


La raccolta privata, approntata con tenacia e passione da Vincenzo Colledanchise, continua a presentare una miriade di utensili, attrezzi da lavoro, abiti d'epoca, santini, oggetti e statue di pietā popolare... Un patrimonio di ingente valore documentario, messo gratuitamente a disposizione della collettivitā.

Le amministrazioni comunali succedutesi dal 1999 ad oggi avrebbero dovuto fare a gara per la sua sistemazione ottimale al fine di assicurare la migliore fruizione alla popolazione, Invece niente, La raccolta ha trovato una sede solo grazie alla sensibilitā di un privato cittadino. Doveva essere provvisoria e si č rivelata definitiva la sistemazione nella cantina di casa Pietrantuono, in via Sotto le Case. messa gentilmente a disposizione dalla estrema cortesia di Fernando, cui vanno il plauso e i ringraziamenti.

Purtroppo, lo si capisce bene, una cantina, per quanto suggestiva e di proporzioni rispettabili, non č il luogo ideale dove conservare reperti cartacei, lignei, metallici e di materiale vario, comunque aggredibile dalla umiditā, dai tarli, dalla ruggine e dalla polvere.

Intanto, tutto lascia ipotizzare che proprio per dare sistemazione alla raccolta di Vincenzo Colledanchise, l'Amministrazione Comunale pro tempore avesse provveduto negli anni scorsi ad acquistare prima e a restaurare poi un'abitazione privata in Via di Sopra a ridosso di Rua della Scimmia. Non a caso la struttura, costata diverse centinaia di migliaia di Euro, č stata subito pomposamente battezzata Museo Comunale, pur rivelandosi del tutto inadeguata ad accogliere l'ingente patrimonio etnografico, soprattutto a motivo dell'enorme ascensore e della rampa di scala circostante che hanno eroso gran parte dello spazio utile. rendendo l'edificio sostanzialmente inutilizzabile allo scopo. E sostanzialmente inutilizzato č rimasta a tutt'oggi, a parte l'allestimento di un paio di mostre, la prima delle quali, documentaria, dedicata alle radici toresi di Toquinho, nell'estate 2008.

La morale della storia č molto amara: continua a restare chiuso il museo torese, monumento alla spesa facile e simbolo di un'astratta progettualitā fine a se stessa, mentre i reperti della Civiltā Contadina deperiscono giorno dopo giorno con grave danno della memoria storica che la passione, la tenacia, e diciamo pure i soldi di Vincenzo Colledanchise, intendevano preservare. Peccato. Un'altra occasione perduta per Toro. Almeno fino a oggi.


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Di seguito alcune foto scattate negli addietro nel Museo della Civiltā Contadina di Vincenzo Collednchise: nell'ordine utensili vari, ex voto, zampitti, lucerne e talismani priapici, boccali, un torchio settecentesco, tuniche di confraternite, attrezzo per la canapa...































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