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Chiese del convento e di San Rocco, restauri che stravolgono la nostra storia
Chi nasce tondo non può morire quadro: così il noto adagio. Magari varrà per gli uomini. Di certo non vale per i monumenti che, a causa di restauri poco rispettosi, possono al contrario nascere quadri e diventare… triangolari. È il caso di due nostre chiese: la chiesa del convento e di San Rocco.

Ne parliamo grazie allo stimolo offerto dalla lettura di un saggio “interessante e suggestivo” a firma di Gianni Odorisio, Chiese a faccia quadra (in «Conoscenze» 1/2006, rivista semestrale della Direzione dei Beni Culturali e Paesaggistici del Molise). Il volume, di grande formato e corredato di belle foto, indaga un aspetto architettonico curioso:

le chiese con la facciata terminante con una linea orizzontale dritta ,

invece dei due comuni spioventi triangolari .

Chiese a faccia quadra sul tipo, per fare degli esempi precisi, delle chiese di Sant’Antonio Abate e San Bartolomeo a Campobasso, o della cattedrale di San Pardo a Larino (che ha l’onore di comparire nella copertina del volume).



“Questa tipologia – spiega Francesco Coppola nell’editoriale di presentazione dello studio di Odorisio – marchia come un logo tutto il cosiddetto’corridoio bizantino’ e i suoi dintorni. Cioè l’itinerario appenninico della penisola… Si tratta di una tipologia di edificio religioso che risale all’epoca dei longobardi, delle crociate…”, con stimolante riferimento ai templari e a papa Celestino V, che anche con questo motivo architettonico, di rinuncia al timpano classico, si allontana dalla chiesa romana e guarda verso oriente.

Non a caso, è proprio il territorio abruzzese a essere disseminato di chiese a faccia quadra, a cominciare dalla celestiniana basilica di Santa Maria a Collemaggio a L’Aquila. Oltre ai citati esempi campobassani e larinati, lo studio presenta anche molte altre chiese del Molise.


Campobasso, Chiesa di San Mercurio, forse la più antica della città (X-XI secolo).
Benché sconsacrata e abbandonata indecorosamente,
la chiesa avrebbe meritato di essere censita tra le chiese a faccia quadra del Molise


Naturalmente l'indagine non ha pretesa di completezza, e anche la sezione molisana resta parziale. Tanto parziale che perfino tre edifici sacri ancora in piedi a Toro avrebbero avuto titoli per rientrare nell’elenco. Però mai come in questo caso il condizionale è giustificato.


Toro, quello che resta della sconsacrata Chiesa dell'Annunziata, XV secolo,
Foto E. Mascia


La chiesa della Santissima Annunziata (in dialetto ‘a Lenzeiate), la cui copertura diritta non conosce soluzione di continuità con le case contigue, ha conservato in mediocre stato solo il portale e la caratteristica lineare della facciata originale.


Toro, Chiesa della Santissima Annunziata, XV secolo, particolare, Foto E. Mascia

Per il resto, la Santissima Annunziata ha sofferto scempi di ogni specie, interni ed esterni, a causa dei mille usi cui è stata adibita dopo la sconsacrazione: asilo infantile, casa del fascio e del sindacato fascista, cinematografo, trappeto, ufficio postale, negozi e depositi i più disparati, abitazione…

Per avere una idea degli scempi, si confronti l’edificio attuale con la ricostruzione del prospetto originario.


Toro, Santissima Annunziata, XV secolo, ricostruzione del prospetto

***
Le altre due chiese toresi, la chiesa di Santa Maria di Loreto, annessa al convento francescano, e la chiesetta di San Rocco, hanno perduto la caratteristica originaria a seguito dei restauri avvenuti nel secolo scorso.

Della chiesa del convento sono arrivate fino a noi un paio di lastre fotografiche di Primo Novecento che testimoniano il caratteristico coronamento orizzontale dell’edificio.


Toro, Convento di Santa Maria di Loreto, XVI secolo, Lastra di Inizio Novecento


Toro, Benedizione degli animali davanti al Convento
Lastra di Inizio Novecento


Già negli anni Venti del secolo scorso, si era posto mano alla tipica facciata. Una cartolina del 1925 mostra la facciata che era stata privata della sua caratteristica per assumere una comune terminazione a capanna, tra l’altro neppure imposta dalla conformazione del tetto della navata. L’immagine mostra chiaramente che il coronamento triangolare resta bene al di sopra dal tetto retrostante.


Toro, Convento di Santa Maria di Loreto, XVI secolo,
Cartolina del 1925


In ogni modo, tale soluzione architettonica sarà ulteriormente ritoccata a fine Anni Cinquanta con una copertura a salienti, culminante nella statua della Madonna, che ha preso il posto della croce di ferro. Nell’occasione, il primitivo campanile sarà spostato dal lato nord al lato est, in corrispondenza dell’ingresso del convento, a fianco della facciata, con soluzione a vela e copertura a capanna.


Toro, Convento di Santa Maria di Loreto, XVI secolo,
(Foto Padre Tommaso Rignanese, 2007)


Nel caso della Cappella di San Rocco la trasformazione è avvenuta appena una ventina di anni fa, a seguito del gran rumore sorto in occasione della processione del Corpus Domini del 1985, quando si gridò al miracolo per una presunta visione dell’Ecce Homo nella nicchia del santo titolare, a capo dell’unico altare della chiesa. Con il passare del tempo il clamore è rientrato. Nel frattempo la ditta Falcione si è accollato l’onere di provvedere a sue spese al restauro della Cappella. A giudicare da una cartolina datata 1980, il restauro era improcrastinabile.


Toro, Chiesa di San Rocco, XV secolo,
Cartolina Ed. Giovanni Nardozza 1980


Senza ombra di dubbio il risultato estetico del restauro è stato eccellente.


Toro, Chiesa di San Rocco, XV secolo

Tuttavia, l'operazione ha comportato il sacrificio dell’antica copertura lineare per far posto alla consueta copertura a capanna. Sacrificio ingiustificato ed evitabile, come dimostra il recente restauro a cura di privati dell'antica chiesetta campobassana di San Nicola in via Sant'Antonio Abate. Benché sconsacrata, la chiesa del capoluogo è assai simile alla chiesa di San Rocco, a giudicare dalla foto sottostante: dimensioni più o meno equivalenti, porta diritta sormontata da finestra circolare, due finestre rettangolari sul lato a valle, dove finanche al canale di gronda è stata data la stessa sistemazione...



Campobasso, Chiesa di San Nicola, XV secolo?, Foto Associazione Centro Storico

Per concludere, si fa un gran parlare di questi tempi di tutela della propria identità culturale. Se non ci si vuole limitare a parlare, bisogna dare un senso alle parole, ricollegandole alla storia e alle caratteristiche più originali e profonde dei nostri territori e delle nostre comunità.



Nota: Si prega di citare la fonte in caso di utilizzazione del testo e delle foto. Questo articolo è protetto da diritti Creative Commons.
Postato il Lunedì, 23 marzo 2009 @ 23:00:00 di giovanni_mascia
 
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Re: Chiesa del convento e San Rocco, restauri che stravolgono la nostra storia (Voto: 1)
di Franco il Mercoledì, 25 marzo 2009 @ 08:45:24
(Info Utente )
Caro Giovanni, il tuo ragionare, logico e saggio, mi fa pensare alla nostra societa' di oggi che non riconosco piu' poiche' appartengo a quella di ieri che, a tutti i costi, avrei voluto conservare. Alla Nunzeiate ci andavo con mia nonna paterna, non ricordo se prima o dopo cena. Lo scempio di cui mi parli l'ho sofferto silenziosamente ogni qualvolta che ci passavo davanti. Non ne ho mai parlato per non essere tacciato di regresso. Ma tu hai pienamente ragione per questo completo laissez faire. Basta dare uno sguardo alle varie amministrazioni comunali del passato, con qualche eccezione, e si puo' facilmente capire questo scempio. Congratulazioni per tutte queste tue belle ricerche che cibano le nostre anime di questi bei ricordi.
Un abbraccio, Franco



Re: Chiesa del convento e San Rocco, restauri che stravolgono la nostra storia (Voto: 1)
di Torese il Mercoledì, 25 marzo 2009 @ 10:05:40
(Info Utente )
Complimenti per l'articolo, davvero interessante, ma una domanda mi sorge spontanea... Dove si trova la chiesa di San Mercurio di Campobasso?


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