
La stampa molisana e l'errata proclamazione degli eletti a Toro
Data: Friday, 15 June 2007 @ 13:26:16 Argomento: Comune e/o vita politica
Archiviamo dalla prima pagina, dopo una decina di giorni. Com'è noto i presidenti dei seggi elettorali di Toro hanno assegnato il seggio di spettanza a Giuseppe Vassalotti (Per Toro) a Silvano Moffa (Per chi ci crede). Un errore clamoroso, che la stampa molisana a volte ha ignorato, a volte ha trattato con superficialità e inesattezza.
Della errata proclamazione torese, il Tgr della RAI non se n'è curato. Eppure si tratta di un errore che aveva ed ha il suo peso. Tanto di cappello invece a Telemolise, che ha concesso anche un'intervista all'ex vicesindaco Vassalotti.
Molto buono l'articolo di Antonietta Ruoto su Nuovo Molise di
domenica 3 giugno con una titolazione a piena pagina. Invece, generico e minimalista l'articolo del Quotidiano del Molise del 1 giugno, che attingendo a quanto da noi pubblicato, si è limitato a informare che i presidenti dei seggi avevano scritto al Tribunale, come se implicitamente ciò bastasse per sanare l'errore e come se non avessimo già pubblicato la precisazione di Salvatore Evangelista, presidente della prima sezione. Cioè che le lettere indirizzate "al tribunale e alla prefettura non sono state accolte, quindi unica cosa da fare è un ricorso al TAR da parte del candidato escluso".
Addirittura superficiale il Tempo che in un articolo del 3 giugno ha dato come già presentato il ricorso al Tar, quando sappiamo tutti che non ancora si presenta, ammesso che si presenti. Per fortuna del giornale, una rettifica indiretta è arrivato nel giro di 24 ore dal suo collaboratore, Rossano Turzo, nella rubrica Starnuti. Con inconfondibile stile, Turzo spiega: "Mo, nonostante il presidente di seggio ha mandato una lettera al tribunale per dire che si sono sbagliati a fare i conti, per avere il suo seggio, quello che l'ha perso deve fare ricorso al Tar". Ecco, "deve fare ricorso", non "ha fatto".
Insomma, l'impressione è che alcune redazioni giornalistiche molisane non sempre riescano a vincere la battaglia quotidiana contro la fretta e l'approssimazione.
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