
Il calcio a Toro in una foto di sessant'anni fa
Data: Tuesday, 25 October 2016 @ 18:00:00 Argomento: Avvenimenti sportivi
Tra le poche occasioni di aggregazione dei ragazzi cresciuti negli anni Cinquanta nel nostro paese, che in altra occasione abbiamo chiamati gli orfani bianchi di Don Camillo e del maestro Sanges (Clicca qui). c'erano l'Oratorio con il calcio balilla e la prima televisione di Toro, e naturalmente il calcio, che si praticava nel minuscolo campo del Mulino a Fuoco...
 Da sinistra a destra, in alto; Peppe Fracasso (Campanella), Mario Cutrone (Termoli), Francesco Tucci (Gagliardi), Peppino Grimaldi (Enedina), Giovanni Rossodiita (di Emma, il comunista); in basso da sx: Paoluccio de Michele, Nicolino Iacobacci (Angiulina), Antonio Serpome (Zengarille), Antonio Ferrara (Fasciano).
La foto risale a quei tempi. E' stata scattata giusto sessant'anni fa, il 7 ottobre 1956 nello storico campo del Mulino a Fuoco (oggi campo da tennis), da Peppino Di Girolamo, il fotografo sangiovannaro (attuale suocero di Antonio Rossodivita), allora fotografo ufficiale (si fa per dire) della squadra torese A.C. Folgore.
Nel mandarcela, Giovanni Rossodivita suggerisce di chiedere ad Antonio se prova a cercare tra le vecchie foto a casa del suocero a San Giovanni: ce ne dovrebbero essere molte altre di quel periodo!.
Non si vedono nello scatto in bianco e nero, ma le magliette della Folgore sono quelle del Milan, a strisce rossonere, comprate dagli stessi calciatori in erba, tutti di età compresa tra i quattordici e i sedici anni. Per i pantaloncini forse ci si arrangiava. Quelli di Francesco Gagliardi, infatti, sono chiari, diversi dagii altri che sono neri La formazione è composta solo da nove giocatori, probabilmente a causa delle ristrette dimensioni del rettangolo di gioco, o forse perché non mancavano mai un paio di forestieri per rinforzare la rosa.
Dal Mulino a Fuoco l'A. C. Folgore si spostava a giocare in trasferta anche in molti paesi del circondario: oltre che Campodipietra e San Giovanni, si ricorda Ripalimosani (dove andavano spesso anche con don Camillo, per incontri tra le Azioni Cattoliche), Montagano, Sant'Angelo Limosano, Vinchiaturo, Baranello, ecc. Per l'occasione si utilizzavano i "taxi" di Carminuccio Garzone, di Ubaldo Laurelli, o del Sangiovannaro.
Gli aneddoti non mancano. E' sempre Giovanni che racconta: "Una volta, tornando dalla partita con il Sant'Angelo Limosano, ci fermammo a Campobasso per vedere il film "Via col Vento" all'Ariston. Era affollatissimo, trovammo posto in galleria, seduti per terra, e, per la stanchezza, nonostante le grazie di Rossella O'Hara, mi addormentai a metà film, sdraiato sul pavimento!".
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