
Un successo. Toro-San Giovanni in Galdo: 2400 anni tra storia e arte
Data: Saturday, 22 August 2009 @ 12:18:31 Argomento: Cultura
Pubblico attento e numeroso che ha seguito con molto interesse l'appuntamento con la storia e l'arte locale di ieri sera, 21 agosto 2009, ore 21.00 in Piazza Trotta. "Toro-San Giovanni in Galdo: 2400 anni tra storia e arte", il convegno fortemente voluto da Antonio Salvatore, è stato animato dallo stesso Salvatore, e da due colonne della cultura molisana Gianfranco De Benedittis e Franco Valente.

Dopo i saluti di rito dei sindaci di Toro e San Giovanni in Galdo, Angelo Simonelli e Eugenio Fiorilli e del Presidente della regione, Michele Picciano, il convegno moderato da Lino Santillo è entrato nel vivo.
 Gianfranco De Benedittis
Il professor Gianfranco De Benedittis dell'Univeristà del Molise si è soffermato sulla necessità della conoscenza della storia del nostro territorio, invitando gli enti a supportare il lavoro degli studiosi e degli appassionati. La storia del Sannio e dei sanniti - ha sostenuto il professor De Benedittis - , è una storia scritta dai vincitori, i romani, che ci hanno tramandato la falsa immagine di un popolo guerriero rozzo, arroccato in un territorio motagnoso. In realtà i Sanniti hanno imperato su un territorio molto esteso, corrripondente grosso modo alle attuali regioni dell'Abruzzo, Molise e di parte della Campania, con dominio assoluto delle relative coste adriatiche, nonchè di quelle tirreniche ricadenti nel golfo di Sorrento e Pompei. La civiltà sannitica è stata una civiltà evoluta, in contatto con la civiltà evoluta per eccellenza, quella greca, e a dimostrazione il relatore ha presentato una serie di reperti rinvenuti in vari centri dello stato sannita, per lo più vasi elegantemente istoriati. Reperti interessantissimi provengono anche da territorio compreso nella valle del Tappino e del Medio Fortore: in particolare nei comuni di Carlantino e Macchia. De Benedittis ha sottolineato quindi l'importanza di uno studio sistematico del comprensorio.
 Antonio Salvatore archeologo e militare in
servizio presso lo Stato Maggiore dell'Esercito Reparto
Pianificazione Generale e Finanziaria Ufficio Controllo Interno di
Gestione
Da parte sua, Antonio Salvatore ha relazionato sulla sua attività di ricerca nei territori di San Giovanni in Galdo e Toro, che ha portato alla acquisizione di una ingente messe di reperti affidati alla Soprintendenza archeologica. Nessuna scoperta eccezionale, per carità, ma la riprova che si tratta di territori abitati da sempre, almeno da duemila e quattrocento anni, come stanno a dimostrare i ruderi dell'antica chiesa di Santa Maria dei Leoni in territorio di San Giovanni e di Santa Maria di Ripitella a Toro, i giganteschi basamenti di colonne in contrada Difesa, i proiettili di piombo per fionde, le monete, i sigilli, le chiavi, i frammenti di pavimentazione in ceramica con i timbri del fabbricante, le schegge di tegole, di dolia, i pesi per telaio, i frammenti di macine... Tutto materiale puntigliosamene fotografato, catalogato e mostrato ai presenti. Materiale da studiare, proveniente da siti vari, Santa Maria dei Leoni e Pianelle di San Giovanni in Galdo, Difesa, Ripitella, Selva a Toro. Dalle ricerche di Antonio, i territori dei due paesi, fin qui conosciuti dagli addetti ai lavori solo per il tempio italico di San Giovanni e la vasca battesimale di Toro, promettono di rivelarsi forieri di scoperte interessanti.
 Frammento di ceramica graffita, IX secolo d. C., Contrada Ripitella (Toro)
A conclusione del suo intervento, Antonio Salvatore, ringraziando l'amministrazione per l'aiuto prestato per l'organizzazione del convegno, ha ricordato con gratitudine i molti amici toresi che lo hanno accompagnato e facilitato nelle ricerche e spronato a perseverare: Sante Martino, Diomede Ciaccia, Francesco Fino, Giuseppe Tucci, Antonio Parziale, Antonio Martino, Giovanni Mascia e Vincenzo Colledanchise (non vorremo aver dimenticato nessuno).
 Franco Valente
La bella serata di studio è proseguita con l'intervento apprezzatissimo di Franco Valente. Che l'architetto venafrano fosse un profondo conoscitore dell'arte e dell'archeologia si sapeva. Ma non tutti forse erano al corrente delle sue eccellenti doti di affabulatore. Ben rodato da un tour estivo, che lo sta portando ad animare serate culturali in numerose piazze molisane, Franco Valente ha incantato il pubblico convenuto a Toro con la lettura delle opere d'arte sparse nei territori dei nostri due paesi, a cominciare sul versante sangiovannario dal tempio di Colle Rimontato, e passando per la diruta chiesa di San Giovanni e il pulpito per arrivare alla croce stazionaria in pietra. L'architetto venafrano ha condotto per mano l'uditorio a confrontarsi con i simboli e i significati profondi di un arte pensata per gli uomini e per il cielo. Con veloce ma densa carrellata ha illustrato poi le caratteristiche dei reperti toresl, dal castello-chiesa alla chiesetta di San Rocco, dal fonte battesimale ai due basamenti medievali con la triplice raffigurazione della pistrice, alla serie delle numerosissime tele delle nostre chiese, forse le uniche in tutto il Molise ad esibire alla pubblica venerazione santi benedettini, francescani, domenicani, gesuiti, senza nessuna preclusione di sorta, a dimostrazione ancora una volta dello strettissimo legame tra la popolazione e la Chiesa.
Il brillante oratore ha riservato la conclusione del suo intervento al quadro settecentesco di San Mercurio che atterra Giuliano l'Apostata. Valente ha raccontato il miracolo postumo del Santo Patrono raffigurato nella tela torese, rifacendosi alla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine. L'occasione gli è stata propizia per informare del suo recente ritrovamento presso il Duomo di Larino di un affresco molto lacunoso con lo stesso soggetto: sotto zoccoli di cavallo, si vede il corpo di un uomo coronato trafitto da una lancia. Che si tratti di Giuliano e di San Mercurio lo accerta una scritta con il nome dell'imperatore romano. E' la prova che il culto di San Mercurio era molto più diffuso in Molise di quanto si sia portato a credere oggi.
Una magnifica serata di divulgazione e di conoscenza: non si sentiva volare una mosca e tutti attenti e incollati al proprio posto. Solo alla fine, complimentandosi e ringraziando i relatori, ci si è accorti che erano passate, anzi volate, due ore piacevolissime al fresco di Piazza Trotta.
Foto S. Nazzario
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